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Carrara e le sue cave nei testi di Emanuele Repetti
Sulle Alpi Apuane il tempo sembra essersi fermato: iniziata ai tempi di Giulio Cesare (48-44 a.c.) l'estrazione del marmo continua ad essere l'attività che caratterizza il territorio e ne forgia gli uomini e l'ambiente.
Le cave sono note fin dall'antichità e ancora oggi forniscono marmo di alta qualità che viene lavorato ed esportato in tutto il mondo, per questo Carrara può essere considerata a pieno titolo la “capitale del marmo”.
I suoi bacini estrattivi sono ben definiti, conosciuti e classificati fin dall'inizio dell'Ottocento nelle opere di Emanuele Repetti, accademico dei Georgofili, che ci ha lasciato degli straordinari documenti storici relativi a Carrara e alle sue cave.
Nel Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, edito nel 1833, è riportata la descrizione di “tutti luoghi del Granducato”, del Ducato di Lucca, della Garfagnana e della Lunigiana.
Il Repetti conduce un'indagine topografica, statistica e storica in archivi e biblioteche ed offre una panoramica completa e ricca di aneddoti sui paesi e le città.
Il fiume Magra da secoli è considerato un confine naturale tra la Toscana e la Liguria e il territorio di Carrara che si estende dalle Alpi Apuane al litorale è fissato tra “il grado 27°46' di longitudine e 44°5' di latitudine”.
Il nome Carrara secondo Repetti non deriva dalla strada Carrareccia sterrata che attraversava la città, ma dalle sue cave (carrières dei Francesi) che gli scrittori chiamavano Carrariae.
L'origine di Carrara viene fissata “all'epoca delle prime lavorazioni delle Lapidicine di Luni come il punto più centrale delle cave, il luogo di maggiore riunione e domicilio di lavoranti, di amministratori o di altri impiegati del Fisco imperiale, per conto di cui si scavavano e si amministravano nei primi secoli del Romano impero le cave dei monti di Luni”.
Il Dizionario prosegue con il racconto delle fortune del marmo lunense durante l'Impero Romano, gli anni bui del Medioevo e la rinascita grazie alle opere dei fratelli Pisano. La presentazione del territorio si conclude con la descrizione dei bacini estrattivi più importanti e con un quadro sinottico delle cave che riporta la numerazione dell'epoca.
Il Repetti in precedenza, nel 1820, aveva già scritto un altro saggio dedicato a Carrara e ai suoi marmi dal titolo Cenni sopra l'Alpe Apuana e i Marmi di Carrara.
L'accademico fu talmente affascinato e incuriosito da questa zona a ridosso delle montagne da condurre un'indagine geologica che porta alla definizione di un itinerario tra le cave: “Il desiderio di conoscere quel singolare terreno mi suggerì l'idea, trovandomi ultimamente a Carrara, di fare alcune gite in quelle celebri cave, per il che consultando più la curiosità, che le mie forze, volli percorrere le montagne che circondano le roccia dei marmi, e che più d'apppresso ad esse si appoggiano, colla mente di rilevare la loro respettiva struttura”.
I luoghi e le pietre sono raccontati con tale precisione e dovizia di particolari che la lettura si trasforma in un viaggio tra le montagne e ci fa scoprire le caratteristiche dei marmi qui estratti.
1818
1880
1890
1902
1923
1936
1960
2005
2010
2011
2012
La duchessa Maria Beatrice d'Este e i Betogli.
anno 1818
Antiche tecniche di taglio.
anno 1880
La cava di Poggio Silvestre fornisce marmi per la costruzione di importanti opere in Europa.
anno 1880
Viene terminata la costruzione della Ferrovia Marmifera.
anno 1890
I velieri che trasportavano il marmo.
anno 1902
Aldo Scarzella “Il Marmista” dagli archivi Staminalstone.
anno 1923
Staminalstone inizia la sua storia
pencil
anno 1936
Aldo Vanelli compra la cava 67 Zona Mossa.
anno 1960
Staminalstone acquisisce la cava 66 Poggio Silvestre.
anno 2005
I marmi di Staminalstone sono impiegati per applicazioni di lusso e di design.
anno 2010
Viene inaugurata la sede di Staminalstone Cina a Xiamen.
anno 2011
Il marmo delle cave Staminalstone viene usato per la costruzione dell’opera d’arte Stone Gate.
anno 2012